Voci e Volti della Cirenaica
Un racconto corale da un rione della periferia di Bologna, a cura delle Associazioni della Linea 37.
Testo e regia: Anastasia Costantini
Con: Anastasia Costantini e Stefano Cutaia
Musica dal vivo: Roberto “Sacco” Secchi
Suono e luci:
Gigi Traisci
Documento video: Davide Potente
Montaggio: Valentina Primavera
Grafica e logistica: Gastone Ecchia
Una creazione originale di cultura popolare, uno spettacolo costruito dai cittadini di un rione di Bologna con le testimonianze, i ricordi, i canti, le ricette di cucina, gli amori, a cui ha dato vita la passione del popolo della Cirenaica. Un popolo vero, che ha vissuto questa avventura regalando ai cittadini di domani pezzi di vita, gioie e dolori che costituiscono le radici culturali di una comunità che si è formata nel corso di un secolo.
A partire da opinioni, testimonianze, ricordi, raggiungiamo i nostri giorni, quelli dell’acquisizione di nuovi cittadini, studenti e lavoratori provenienti da paesi e culture diverse. Non tanto diverse però: il mondo popolare ha forme espressive, modi sociali, credenze, una medicina, dei giochi, una cucina e dei canti abbastanza simili poiché non sono altro che il contrappunto di una situazione materiale, cioè storica. Si sono perciò raccolte le testimonianze delle radici culturali di una comunità, scoprendo, non solo nella cultura del lavoro ma anche in quella del tempo libero, la piccola grande storia della gente della Cirenaica che, anche quando è stata travolta dal consumismo e lasciata lì sola davanti a un televisore, anche quando è stata in lotta contro la povertà, ha conservato la forza che le aveva permesso di contrastare in modo determinante il fascismo e di partecipare alla Resistenza, come testimonia il lungo elenco dei partigiani caduti.
I giovani intervistatori hanno conosciuto qualcuno che è stato amico o parente di uno di quei caduti, o che è stato partecipe della lotta partigiana e così hanno conosciuto (e ora testimoniano) la crudeltà della guerra e il coraggio di chi ha voluto combatterla dalla parte giusta. Nello spettacolo teatrale, che si avvale di molte interviste filmate, si vuole restituire a quel gruppo sociale non dominante, al quale abbiamo chiesto di ricordare la propria storia di popolo, la forza che la cultura orale può avere qui, oggi, al di fuori degli studi sul cosiddetto folklore, atrofizzato in una disciplina colta ma non viva, ancora una volta “cultura dominante”, quella a cui vogliamo sottrarci almeno quando parliamo di noi stessi.
Nei prossimi mesi tutto il materiale della ricerca verrà raccolto in un’antologia alla quale verrà allegato un cd multimediale contenente la registrazione audio-video delle testimonianze: racconti, immagini, musica.