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POESIE NEL BICCHIERE
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Poesie nel Bicchiere è una breve rassegna di spettacoli tra letteratura e enogastronomia: spettacoli ispirati alla vita e alle opere di autrici e autori italiani dell’800 e del ‘900, a cui segue una degustazione dei vini e prodotti tipici legati in qualche modo al territorio di nascita o di crescita artistica dei poeti.
Un percorso artistico alla riscoperta dei paesaggi italiani tra cultura letteraria e culinaria, caratteristica tipiche della nostra penisola culla della cultura e della buona cucina.
I titoli: » Rose calpestava nel suo  delirio  » I passi notturni » Crisalidi  » A volte il delirio, a volte l'amore » L'amico pedante  » La capinera di Noto
ROSE CALPESTAVA NEL SUO DELIRIO
Spettacolo tratto da poesie e lettere d'amore tra
DINO CAMPANA e SIBILLA ALERAMO

E’ tutta compresa nel tumultuoso carteggio l'appassionata e difficile storia d’amore vissuta fra il 1916 e il 1918 dai due poeti Dino Campana e Sibilla Aleramo: lui 31 anni, lei 40. Il loro amore esplode nell'estate del 1916 trasformandosi in vero e proprio calvario. Sibilla Aleramo, già segnata da dolorose e violente vicende personali, quando conobbe Dino Campana era considerata la donna più bella d’Italia ed era già famosa per aver pubblicato il romanzo autobiografico “Una donna”, in cui definiva oppressiva e frustrante l’istituzione matrimoniale. Dino Campana era irascibile e di animo inquieto, tanto che gli venne presto diagnosticata “una forma psichica a base di esaltazione”, per la quale venne ripetutamente internato in manicomio. Protagonista principale del nostro spettacolo è il loro amore, nella sua dimensione più viva e passionale, il loro “viaggio” che si è sviluppato fra la fitta corrispondenza, i silenzi di lui, gli allontanamenti ora dell’uno ora dell’altra, il peggioramento dei disturbi nervosi, le liti e le suppliche per una riconciliazione. Fu Sibilla a troncare la relazione con Dino, romantico, fragile, ma anche violento, geloso di un passato che lei non gli nascondeva, instabile e pervaso da una carica autodistruttiva alla quale lei, ansiosa di vivere, non volle mai piegarsi.
Attraverso l’arte di Sibilla Aleramo e Dino Campana e l’allestimento di un assaggio di vini e prodotti tipici toscani e dei colli romani proponiamo un viaggio alla scoperta dell’Appennino tosco-romagnolo riscoprendone le fragranze dell’anima e del palato.

Con Anastasia Costantini e Sergio Bagnato
Musiche a cura di Roberto Secchi
Adattamento teatrale a cura di Maria Rosa Damiani
 
CRISALIDI (Il male sottile)
GUIDO GOZZANO e AMALIA GUGLIELMINETTI

Un elegante recital che racconta l’amore tra una giovane poetessa - Amalia Guglielminetti - e Guido Gozzano - due dei più vivaci protagonisti della fioritura poetica del Novecento, colti nel chiaro e doloroso istante che li tenne allacciati da una ritrosa e ambigua passione. Guido, giovane rivelazione, il "Poeta delle Piccole Cose", corteggiato nei salotti letterari e dagli editori, vive ritirato e schivo a causa della tisi, detta allora il mal sottile. Ma durante una delle rare concessioni alla Torino mondana e intellettuale conosce Amalia, ribelle autrice delle "Seduzioni" e delle "Vergini folli": i due spiriti s'infiammano e si eleggono reciprocamente per una irrevocabile e contrastata passione. Lei vorrebbe amarlo ma Guido, innamorato in primo luogo di se stesso, si ritrae nella solitudine dove costruisce pazientemente la propria gloria letteraria, in eterno conflitto con il destino che lo incalza. Così fanno le crisalidi che, nella prigione di seta del bozzolo, costruiscono le ali per volare. Ma come una crisalide che non si dischiude rimane questo amore, che viene vissuto durante pochi effimeri incontri immaginati, desiderati, rimpianti fino alla fine, senza poter mai spiegare le vivide e delicate ali al vento e al sole. Attraverso le loro lettere e le loro poesie, suggestionati dagli umori e sapori di vini e cibi piemontesi, accompagnati dalle note originali di un chitarrista, si porta in scena l’amore più che incompreso, troppe volte non vissuto pienamente fra Amalia e Guido.

Con Anastasia Costantini e Massimiliano D'Aloiso
Musiche dal vivo a cura di Domenico Caliri
A VOLTE IL DELIRIO, A VOLTE L'AMORE
Ispirato alla vita e alla poesia di ALDA MERINI

E’ uno spettacolo in cui si uniscono, della donna e dell’artista Alda Merini,
la passione del vivere, i molti aspetti della sua poesia, l’esaltazione della follia e l’anelito alla libertà e all’amore come unica ispirazione, rabbiosa o dolcissima, di una delle voci più significative nel panorama letterario italiano e non solo. Il testo, costruito su poesie e interviste rilasciate da Alda Merini, percorre i vari momenti in cui la poetessa rende a noi che non sappiamo, con le parole della poesia, l’orrore del manicomio, l’ingiustizia della segregazione, la denuncia di un uso esecrabile del potere da parte dei medici e degli infermieri, e anche di qualche sacerdote, fino alla riconquista - per legge - della libertà. Libertà non certo dal dolore, che non abbandona mai un’ anima tormentata, ma almeno dalla disperazione di non poter progettare e costruire il proprio futuro.
Fra le note suggestive di una musica jazz e l’aroma di un vino lombardo compiremo un viaggio fra il delirio e l’amore che hanno accompagnato la vita e le opere di Alda Merini.

Con Anastasia Costantini
Musiche dal vivo a cura di Antonello Manzo
Adattamento teatrale a cura di Maria Rosa Damiani
L’AMICO PEDANTE
Dialogo virtuale con Giosuè Carducci
E' uno spettacolo teatrale che rappresenta, di Carducci, il poeta, l’uomo, lo studioso, il cultore della bellezza, che amò la poesia, le donne e il buon vino. Protagonista un'attempata signora, studentessa all’Università della terza età che, nel dare un ultimo sguardo alla sua tesi su Carducci, ripeterà a voce alta ciò che egli ha vissuto e sofferto, della sua epoca, dei suoi amori, dell’Italia di quel tempo. Accanto a lei, ma in una dimensione altra, astratta, l’immagine di un uomo che si fa interprete di Carducci recitando le sue più belle poesie, quelle più amate e ricordate, ma anche testi in prosa poco conosciuti e alcune delle lettere a Lidia, da uno degli epistolari più belli della letteratura italiana.La narrazione attraverso alcuni dei motivi di fondo dell’ideologia e della poesia di Carducci: il paesaggio, spesso descritto con felice corrispondenza tra atmosfera esterna e paesaggio dell’anima; il rimpianto per un mondo del passato fatto di audacia, di eroismo e di integrità morale, da opporre a un presente meschino e vile; il magistero esemplare, esercitato in anni di instancabile continuo lavoro di professore universitario; gli studi preziosi sulle poesie dei memorialisti bolognesi e sui poeti del ‘200 e ‘300; l’amore, descritto con freschezza di stile anche nei toni più drammatici; le splendide traduzioni, soprattutto da Heine; Bologna, la “patria seconda” mai più abbandonata. Alternando un vino toscano ed uno emiliano porteremo in scena la poetica del Carducci e i suoi amori

Con Elisabetta Balia e Massimiliano D'Aloiso
Musiche dal vivo a cura di Salvatore Sansone
Adattamento teatrale a cura di Maria Rosa Damiani
LA CAPINERA DI NOTO
Spettacolo tratto da poesie e lettere tra  MARIANNINA COFFA e ASCENZIO MAUCERI.
Musiche al Pianoforte

Nel secondo Ottocento Mariannina Coffa, con la sua poesia anticipò sentimenti di indiscussa grandezza femminile. Il suo messaggio umano e poetico traluce anche dalle numerose e appassionate lettere d’amore che scambierà con Ascenzio Mauceri, suo insegnante di musica, drammaturgo e poeta. La loro vicenda amorosa è da subito travolgente. I due scrittori siciliani, legati anche da quella intensa fede patriottica che porterà alla lotta per l'unità d'Italia, si amano ardentemente, ma la famiglia di Mariannina ritiene che Ascenzio non sia abbastanza ricco e famoso per garantire un matrimonio prestigioso alla figlia. I due non si vedranno mai più.
Controllata a vista dal suocero, che pensa che le donne che scrivono sono disoneste, Mariannina scriverà al suo grande amore implorandone il perdono per anni, chiedendogli di incontrarlo, anche se non avrà mai questa gioia. Si ammala gravemente e il suo male viene scambiato per una forma grave di isteria. In realtà si tratterà di un tumore all’utero e Mariannina ne morirà all’età di trentasette anni, con la rabbia di chi si è vista portar via la propria felicità.
I PASSI NOTTURNI
Spettacolo tratto dai testi e dalle poesie di GAETANO ARCANGELI

E’ un racconto di vita in versi, originale ed aspro come i paesaggi appenninici tante volte percorsi dal poeta Gaetano Arcangeli. Il testo è scandito dai passi ritrovati nella memoria, a partire dall’attesa serale del ritorno del padre. Un uomo ascolta la melodia malinconica che gli porta il rimpianto di tutto ciò che ha vissuto, o che poteva essere e non è stato. Una musica lontana accompagna la danza di una figura femminile, eterea, che si avvicina e coinvolge l’uomo nella passione e nello struggimento dell’abbraccio. Nel tempo di una poesia d’amore, i corpi allacciati nella danza percorrono lo spazio scenico. Poi la giovane donna sparisce e l’uomo ripercorre il tempo della sua vita e la rilegge, saldandone fra loro le figure, i luoghi, il patire, suggeriti a chi ascolta, con quel pudore narrativo che ispira tutta l’opera di Arcangeli.   

Uno scalpiccìo di passi, prima frettolosi e poi più lenti, dà inizio allo spettacolo che si sviluppa fra poesia, musica e danza. Gli spettatori potrebbero gustare Lambrusco e cibi tipici dell’Emilia.

Con Anastasia Costantini e Sergio Bagnato
Musiche a cura di Roberto Secchi
Adattamento teatrale a cura di Maria Rosa Damiani
 
 
 
 
 
 
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