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Alla fine del ‘600 la commedia in lingua bolognese aveva una tradizione e un buon numero di estimatori e si può anche dire che la nascita del dramma per musica in dialetto è da collocare a Bologna -e non a Napoli, città considerata la culla dell’opera buffa.
In Amor Torna in Sal Sò vengono introdotti sulla scena nuovi personaggi dialettali e popolari che spostano l’attenzione dalle sospirose vicende d’amore dei personaggi “colti” alle tematiche quotidiane di fatica delle classi non egemoni: interessanti soprattutto le figure femminili, quasi sempre appartenenti al mondo contadino, giovani donne ribelli e aspiranti all’autogoverno, tratteggiate con un tono di realtà che spicca rispetto all’inconsistenza delle protagoniste “italiane”.
Checca, dopo essere scappata dalla festa del proprio matrimonio con il campagnolo Bdett per averlo conosciuto come rozzo e violento, si adeguerà; ma la giovane donna, pur ignorante e dipendente dalla famiglia, manifesta una dignità molto superiore alla media della sua classe sociale, e soprattutto la consapevolezza della possibilità di governare con il suo giudizio la propria vita.
Questi personaggi doppiamente subalterni -donne e dialettali- non sono legati mani e piedi: si ribellano, fuggono, prendono coscienza di sé, parlano, dichiarano, trattano. E si arrendono, ma non senza condizioni, neppure quando Checca si prenderà Bdett come marito, concedendo un po’ di fiducia al promesso sposo che ha giurato di diventare mulsén, cioè morbido.

La vicenda, sorvegliata da un bonario   Dottore di Casa Balanzona, viene condotta da un servo tuttofare e onnipresente che monologa sul proprio mestiere, lamentando in un travestimento comico le difficoltà della condizione servile e di dover pensare a tutto, soprattutto a condurre i due sospirosi innamorati verso il prevedibile duplice “lieto fine”.
Ma la musica è su tutto e il canto di questa splendida musica barocca dà, alle nostre orecchie stanche di battute televisive insignificanti infilate senza sosta una dopo l’altra, momenti di vero piacere culturale e di scoperta di tutto un repertorio musicale e teatrale ancora apprezzato, purtroppo, più all’estero che in patria.

La Musica:
Francesca santi, soprano
Milena Pericoli, contralto
Sara Dieci, al clavicembalo

Con 
Luca Comastri nella parte del servo Subiol
Albertina Malferrari nella parte della zia Drathia
Filippo Marchi nella parte del contadino Bdètt
Stefania Milìa nella parte di Rosalba
Renzo Morselli nella parte del Dottore
Marco Soccol nella parte di Armidoro
Cristiana Vergnani nella parte della Checca



Regia di Renzo Morselli e Massimo Macchiavelli
Ricerca, trascrizione ed adattamento del testo di  Maria Rosa Damiani
Musiche inedite di Giovanni Paolo Colonna e Giacomo Antonio Perti
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AMOR TORNA IN S'AL SO'
IL DRAMMA PER MUSICA IN BOLOGNESE  NEL ‘700
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