Gruppo di Lettura SAN VITALE

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L'eccellenza et trionfo del porco

L'eccellenza et trionfo del porco
tratta dal testo di Giulio Cesare Croce.

Spettacolo di musica, racconti e canzoni
liberamente tratto da una delle opere più belle e ironiche
di Giulio Cesare Croce.


Adattamento teatrale: Mariarosa Damiani
Voce recitante: Anastasia Costantini.
Musiche dal vivo: Stefano Zuffi.

Il testo

Il comico e il grottesco si uniscono in questa opera del Croce, così originale ma così consona ad un genio seicentesco curioso e diverso. La sua prosa inventa un allegro e ironico confronto fra la cultura dotta e la dissacrante visione popolare del mondo: così uno scritto, che comincia con un'invocazione alle Muse, si trasforma in un'opera burlesca che ha come scopo il divertimento, e per di più parla del Porco, l'animale simbolo del grasso e del Carnevale, trionfante nella popolare 'festa della Porchetta', tipica di Bologna e dintorni, nella disputa per impadronirsi della Porcellina buttata giù dalla ringhiera del Palazzo comunale, con tutto il suo brodo bollente, sul popolo in delirio.
Nella versione del Gruppo di Lettura San Vitale si sono privilegiate le parti più comiche, che risaltano attraverso l'alternarsi della voce recitante, della musica e delle canzoni, ritagliate su musiche popolari e montanare che ancora riecheggiano, dai tempi lontani, voci di gente abituata a non buttare via niente del maiale, e abilissima nel lavorarlo per farne risaltare profumi e sapori, secondo una cultura del quotidiano che accoglie l'ospite offrendogli almeno "pane, vino e salamino"

Lo spettacolo

Nasce da una ricerca sull'opera del poeta persicetano e dallo studio, in particolare, di alcune operette in prosa come "La solenne e trionfante entrata di Carnevale…", "La canzone di Madonna Tenerina", "Vari al mondo son gli umori…", unite da un'ambientazione popolare di nobili tradizioni di lavoro, di spirito e di un certo saper vivere e mangiare … quando ce n'è. È uno spettacolo che si propone di valorizzare, attraverso le descrizioni create dall'ingegno "bizzarro" di Giulio Cesare Croce, almeno una parte del grande patrimonio di tradizione, in dialetto e in lingua, della nostra provincia e della regione. Ed è una lingua italiana perfetta, ma che tradisce, nella scelta delle parole, allusioni a una parlata regionale tipica delle composizioni, in versi o in prosa, che si presentavano soprattutto in occasione dei matrimoni e per il carnevale. Nello spettacolo sono inserite musiche tradizionali e canzoni che tutto il pubblico è invitato a cantare.



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