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Le parole per dirlo Lettura a più voci contro la violenza alle donne
“ .......quello che era peggio non era esattamente il maltrattamento, ma era la minaccia.... una notte passai tutto il tempo in uno stato di terrore... nient'altro che terrore, tutta la notte... Quello, per me, era peggio che quando venivo picchiata...”“ ... Sì, sì, si è fatta dei lividi, ma credo che le donne si facciano lividi facilmente... e poi io non picchiavo mia moglie, diciamo che reagivo fisicamente a lei...”.
Queste sono alcune delle testimonianze, rilasciate al Pronto Soccorso dalle donne maltrattate e alle stazioni di Polizia dagli uomini arrestati per violenza, trovate dopo alcune ricerche, al Centro di Documentazione delle Donne e alla Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna; e poi libri, riviste, giornali, perfino la Bibbia: è da questo materiale che abbiamo tratto la nostra prima Lettura/Spettacolo. Non è teatro, ma le testimonianze sono messe a confronto in una forma semplice e discorsiva che può favorire la riflessione e il dibattito.
Per noi è stato un impegno preso con le donne durante la Festa dell’8 marzo 1997; periodo di grande inquietudine dovuta ad una serie di stupri, molestie e violenze quasi quotidiani nella nostra città.Cosa è cambiato da allora? Difficile dire che la violenza alle donne è diminuita, o che i media hanno smesso di presentare le donne come vittime designate, o che le sentenze contro gli stupratori sono esemplari. Ma abbiamo una nuova legge, le Associazioni femminili si sono mobilitate e crediamo che attraverso un percorso di confronto, di speranza e di volontà, si possa trovare una strada comune fra le donne e gli uomini, che vada contro la cultura della violenza.
Bisogna solo trovare, appunto, “le parole per dirlo”.
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