Il cavaliere della Carretta
Testo: Roberta Rizzato - vincitrice del Premio San Vitale sezione teatro 2008
Regia: Anastasia Costantini
Con: Elisabetta Balia e Marco Soccol
La violenza domestica, quella che segna tragicamente le vite di molte donne e dei loro figli, accomuna i destini di persone appartenenti a culture diverse e provenienti dalle più disparate latitudini. Vi possono essere vie di riscatto, come testimonia la storia suggerita pudicamente da Fatima, oppure vicoli ciechi che non lasciano scampo di sopravvivenza ai protagonisti. Come per Ginevra e il suo Ancillotto, cavaliere senza carretta.
Ginevra ha chiamato il suo bambino, suo figlio, Ancillotto. Lui è il cavaliere designato a difenderla dai malvagi. Sarà l’“imperfezione” di questo nome leggendario oppure più semplicemente che la violenza che si scatena tra le mura domestiche è una forza troppo grande da affrontare per un piccolo bambino, ma le vite di Ginevra e di suo figlio Ancillotto si consumeranno in un’atmosfera di ordinaria ferocia casalinga. Ancillotto non riuscirà a salvare Ginevra e nemmeno se stesso. La carretta scorrerà davanti agli occhi di Ancillotto ma lui non vi salirà, per paura o per vigliaccheria. O forse per una subdola complicità con il padre.
Al centro della scena un grande letto fuori misura, quasi fosse una specie di recinto, o un ring sopra il quale si combatte il match con i ricordi dolorosi che alla notte assalgono Ancillotto , un gioco di luci e di penombre che invitano lo spettatore ad intraprendere un viaggio al confine con i propri sogni o incubi. Una recitazione scarna ed efficace dove parole e gesti si compenetrano creando ritmi ora incalzanti ora dilatati, come in un sogno.
Lo spettacolo ha debuttato il 22 novembre 2008 al Teatro San Martino di Bologna.