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PREMIO SAN VITALE
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L'annuale appuntamento con il Concorso di scrittura è ormai dal 1998 un impegno culturale e sociale, patrocinato da Regione Emilia-Romagna, Provincia di
Bologna, Comune di Bologna e Quartiere San Vitale, e permette di condividere con le donne che partecipano con i loro scritti, con quelle che leggono i libri,
con coloro che assistono agli spettacoli, l'impegno a raccontarsi, a prendere la parola per trasformare emozioni, sentimenti e problemi in racconto, poesia,
teatro, in arte insomma, che vuol dire occasione di scambio, di dialogo, di crescita. Tante scrittrici, professioniste e non, danno voce alle emozioni, alle
esperienze, alle fantasie, alle paure di ogni giorno; sono spesso storie di famiglia: figli, amori, separazioni, violenze, in un quadro che suggerisce riflessioni a
volte più significative e interessanti di qualche inchiesta sui problemi del mondo femminile. Ogni anno l'antologia dei testi premiati viene presentata dagli attori
del Gruppo di Lettura con uno spettacolo accompagnato da un suggestivo commento musicale e con la consegna del volume a tutte le autrici segnalate.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

FIGURE DI DONNA NELLA RESISTENZA

FIGURE DI DONNA NELLA RESISTENZA (2015)

DICIASSETTESIMA EDIZIONE DEL  PREMIO SAN VITALE


Il Concorso del 2015 si occupera' di Storia, con la maiuscola, e certamente poche delle scrittrici che parteciperanno hanno l'eta' giusta per
ricordare, a 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale,le belle storie di donne che hanno conosciuto la paura delle bombe ma anche
la grande speranza della liberazione e della la ricostruzione del Paese.
A qualsiasi eta', comunque, molte avranno nella mente e nel cuore alcune donne che cantavano vecchie e nuove canzoni, che aiutavano a tirare
su le case, arredate alla meglio per farci nascere dei figli per una nuova societa'.
Altre avranno sentito parlare di giovani staffette, che portavano ordini, munizioni o medicine, di madri annientate dal dolore per le stragi, ma che
hanno saputo raccontarci le emozioni, gli amori, il piccolo grande eroismo di quelle che portavano sulla biciclette la farina e il sale per una povera
cucina di guerra, che hanno pianto e sorriso in quel grande momento della storia italiana che e' stata la Liberazione.
Chiederemo alle scrittrici di interpellare di nuovo la madri e le nonne, e di farsi di nuovo insegnare a ballare il valzer e a cantare Bella Ciao,
per condividere con loro la speranza che le tragedie che di nuovo ci circondano, di nuove guerre e di fame in altri paesi possano essere
superate con la solidarieta' e l'aiuto di altre donne.


LE DONNE NELLA STORIA DEL CIBO

LE DONNE NELLA STORIA DEL CIBO (2014)
Ricette da Platone all’Expò

SEDICESIMA EDIZIONE DEL  PREMIO SAN VITALE

con il sostegno del Servizio Cultura e Pari Opportunità - Provincia di Bologna e della Commissione
delle Elette del Comune di Bologna

Il Concorso è un invito alle donne a parlare di se stesse e degli altri con distacco ed ironia, anche
nel ruolo non sempre esaltante di preparatrici di cibo, nonostante questi tempi alieni dal sorriso, o
forse proprio per questi. Il cibo come nutrimento, accoglienza, tradizione femminile, dono di sé,
trasmissione di saperi e sapori, atto d’amore e strategia di difesa. Al di là delle suggestioni
artusiane, un invito a narrare eventi legati ad esperienze anche dolorose con ironia, sarcasmo o
addirittura con lieta comicità; insomma con grande leggerezza e distacco artistico, di chi crea un
“evento” letterario al di là delle vicende della sua vita.

GIORNI SPEZZATI 2.0

GIORNI SPEZZATI 2.0 (2013)


Il Concorso, che da quindici anni promuove la creatività femminile offrendo alle nuove scrittrici, alle artiste e a tutte coloro che si impegnano nel
confronto con la propria creatività, vuole dimostrare quanto sia importante il talento delle donne nella scrittura e nelle arti visive. L’idea iniziale,
nonostante la crisi metta a disposizione ben poche risorse economiche, quest’anno era quasi lieta: la narrazione di una fiaba, che poteva
diventare una foto di gruppo con tante narratrici: mamme, zie, nonne, sorelle, figlie.

In questi ultimi tempi però, la cronaca sempre più spesso ci parla di insulti, maltrattamenti, perfino uccisioni, e la necessità torna ad essere
quella di esaminare, dare luce e risolvere il dramma della violenza di genere. Il Concorso rappresenta dunque non solo il luogo della creatività ma
anche una tribuna in cui opinioni, esperienze , emozioni condivise e proposte possano trovare spazio e portare il contributo di tutte per una lotta
vincente alla violenza contro le donne.

E SE UN GIORNO ALL'IMPROVVISO TUTTE LE DONNE SI TRASFERISSERO SULLA LUNA? (2012)

E SE UN GIORNO ALL'IMPROVVISO TUTTE LE DONNE SI TRASFERISSERO SULLA LUNA? (2012)

Per il quattordicesimo appuntamento con il “Premio San Vitale” il Gruppo di Lettura San Vitale ha proposto alle partecipanti un tema che
in sè racchiude molte incredibili ipotesi, a partire da quella di una possibile sparizione delle donne dalla terra, per un imprevedibile quanto
fantasioso trasferimento sulla luna, pianeta da sempre associato all’universo femminile. Che cosa accadrebbe sulla terra se non vi
fossero più le donne? Le conseguenze di una tale rivoluzione potrebbero essere le più disastrose come le più comiche: tutte quelle
possibili che la fantasia delle partecipanti potrà e vorrà inventare. Cosa ne sarebbe degli uomini? Come avverrebbe la procreazione?
L’umanità sarebbe destinata a scomparire prima del tempo? chi rivestirebbe quei ruoli che da sempre, purtroppo e ancora, vengono svolti
in modo quasi esclusivo dalle donne? E come cambierebbero? Esisterebbe ancora un rapporto tra gli uomini e le donne? Che cosa
farebbero le donne sulla luna? Fonderebbero una nuova società? Come si declinerebbe? Sarebbe auspicabile che prima o poi si trovasse
il modo di comunicare? Forse in quel caso le donne manderebbero un pensiero materno ai loro figli maschi e ai loro vecchi compagni? E
gli uomini, come se la caverebbero?

L'AMORE, LA POLITICA, L'ARTE, L'EROTISMO (2011)

L'AMORE, LA POLITICA, L'ARTE, L'EROTISMO:
Quando la passione ha la meglio sulla ragione (2011)
Passione che determina le scelte più ardite, che ci permette di realizzare
desideri irraggiungibili, di intraprendere percorsi professionali impensabili o di
coronare sogni d'amore travolgenti.
Passioni grandi e piccole hanno preso vita attraverso le parole, nel suono
delle poesie, nei racconti che sono testimonianze di vita vissuta o storie
inventate oppure ricordi, fantasie, ipotesi, nei testi teatrali che oltre alla parola
animano corpi, nelle foto che cristallizzano gli istanti. Passioni che muovono
montagne o che semplicemente rendono la vita più piacevole, passioni che
distruggono imperi o sconvolgono una giornata, una stagione, un'intera
esistenza.
Passione vitale quindi, ma anche distruttiva, passione come conflitto tra mente, cuore e corpo, o come perfetta unione fra questi tre elementi,
passione come scelta di vita o come negazione della vita stessa quando diventa invece desiderio represso, rinuncia. Passione che devia
irrimediabilmente il percorso di una vita, scelta definitiva, ma anche spinta che aiuta ad andare avanti, a volte mossa dall'eros, altre da un'ideale.
Oppure passione quieta, quella delle donne che riescono a ritagliare per sé uno spazio per scrivere, dando in questo modo a chi da anni ci segue in
questo progetto ambizioso, proprio la loro passione per la parola scritta.

UNA DONNA DA RICORDARE (2010)

UNA DONNA DA RICORDARE (2010)

Una donna da ricordare” ha proposto alle partecipanti un viaggio nella memoria, alla ricerca di quelle
figure di donna che hanno segnato - positivamente o negativamente- le nostre vite: personaggi
femminili famosi, oppure madri, nonne, vicine di casa, amiche o insegnanti.
Questo tema ha offerto la possibilità di esprimere attraverso la scrittura o la fotografia o il video
momenti fondamentali della vita di ognuna, come il passaggio di saperi da una generazione all’altra,
o uno di quegli incontri che cambiano il corso di un’esistenza, indirizzando passioni e talenti, o
ancora episodi buffi, commoventi o teneri legati ad una donna destinata a rimanere impressa nella
memoria, comunque fonte di riflessione e crescita.

MAMMA NON MAMMA (2009)

MAMMA NON MAMMA
Una scelta meravigliosa e difficile (2009)

Il tema della maternità, offerto alle scrittrici per l’undicesima edizione del Premio, è stato occasione per
coloro che hanno partecipato al Concorso, di analizzare un evento delicato e difficile, ricco di
sfaccettature. Maternità intesa come evento gioioso e sereno, possibilità di indagare il rapporto con la
propria madre, ma anche come desiderio frustrato che costringe a percorsi farmacologici faticosi
soprattutto oggi quando una società sempre più pressante rende difficile far coincidere la madre con la
lavoratrice, la sposa e la donna, o semplicemente la scelta consapevole di non essere madri.

IL VIAGGIO (2008)

IL VIAGGIO:
percorsi nello spazio, nel tempo, nella mente (2008)

In occasione del decennale del Premio San Vitale, abbiamo scelto il tema del viaggio che per quanto spesso utilizzato da
scrittori, sceneggiatori, ideatori di concorsi di scrittura, non risulta mai banale, perché sa caricarsi di significati sempre
nuovi. Scrivere è viaggiare; il bagaglio della scrittura è nella mente, nei suoi ricordi, nelle sue folgoranti illuminazioni, nel
suo sapere, negli spazi sconfinati del ragionamento. Il viaggio può diventare così istanza di rinascita o il rifiuto di subire i
propri disastri, o ancora il racconto di una malattia come possibilità di ripensarsi in modo più vero o la descrizione gioiosa
di emozioni dimenticate. Non conta di fatto spostarsi fisicamente per chi sa accendersi dinanzi ai piccoli spostamenti
della quotidianità e delle stagioni; e tale percorso diventa materia infinitamente feconda di immagini poiché forse, come
leggiamo in un passaggio molto felice di uno dei racconti qui raccolti, “siamo tutti in attesa di correre, andare lontano”.

FARE, DISFARE, RIFARE (2007)

FARE, DISFARE, RIFARE.
Fantasia, rischi e fatica nel lavoro delle donne (2007)

Il lavoro è il tema della nona edizione del Premio San Vitale, vale a dire difficoltà e soddisfazioni per le donne in quella parte della loro vita che
spesso richiede molta pazienza, che a volte è origine di frustrazioni, ma che può anche stabilire amicizie e relazioni positive. Un' occasione,
quindi, per dare visibilità ad opere letterarie scritte da donne, su un argomento complesso - il lavoro - sempre relegato alla sfera della
quotidianità, del non narrato, del non nominato e del prosaico.
Ci si aspettava che il carattere nazionale del Concorso mettesse in luce le diverse situazioni geografiche e sociali del nostro paese rispetto alla
retribuzione, alla precarietà, alla possibilità di conciliare lavoro e famiglia e invece sono simili i progetti di vita e di carriera delle scrittrici di
Catania, o di Torino. E sono simili le passioni in questi racconti, le cui protagoniste “tra scrivania e cucina ci mettono la passione”: la maternità,
un argomento frequente toccato sempre con delicatezza, l'impegno nel lavoro in casa e fuori, vicino a “frenetici motori che sfornano viti e bulloni
come fossero forme di pane” ed infine un grande rispetto per i vecchi mestieri, un affetto riconoscente per le sarte, le ostetriche, le maestre, le
operaie che hanno dato dignità e valore e riconosciuto sapere alle donne che lavorano, anche a quelle di oggi.

TRADIZIONI E TRADUZIONI (2006)

TRADIZIONI E TRADUZIONI
Storie di Quartiere, di Città, di Mondi (2006)

L’ottava edizione del Concorso di Scrittura femminile, diventato nazionale proprio nel 2006, ha proposto alle
partecipanti un tema di attualità sociale che si ricollega alla multiculturalità, ma inevitabilmente anche alla
memoria. La scrittura di testi di narrativa, poesia e teatro intorno a storie di quartiere, di città e di mondi dà la
possibilità di aprire il proprio vissuto personale, ed anche di aggiungere un punto di vista “altro” su realtà che ci
sono vicine, nel tempo così come nello spazio. Si apre, così, un tempo della memoria (storie che riportano al
passato, alla vita di donne anziane che lasciano in eredità alle più giovani un loro racconto) e si estende al
vissuto di donne di tradizioni e di culture diverse che vivono al nostro fianco (storie di donne, di luoghi, di paesi
diversi dal nostro). E i quasi duecento scritti pervenuti suggeriscono che la conoscenza di altre culture e
tradizioni apre alla comprensione fra individui che provengono da mondi e da vissuti diversi.

E SE GOVERNASSERO (ANCHE) LE DONNE? (2004/2005)

E SE GOVERNASSERO (ANCHE) LE DONNE? (2004/2005)

La settima edizione del Premio di Scrittura introduce il tema del governo delle donne, complesso ma appassionante, come
dimostra la qualità dei testi inviati alla giuria. La partecipazione femminile alla vita politica e civile rappresenta un argomento su cui
le donne hanno molto da dire, nonostante siano poche le occasioni per affermarlo pubblicamente. Come governerebbero le donne,
considerando che per secoli hanno dovuto esprimersi rispettando regole imposte da chi deteneva il potere? Le partecipanti hanno
risposto a questa domanda in modi estremamente differenziati, utilizzando di volta in volta ironia,  calore, emozioni, serietà e
commozione. La novità, da quest’anno, è la scelta di premiare i migliori testi teatrali con la messa in scena da parte di una
compagnia di attori professionisti, per valorizzare la scrittura teatrale femminile e - perché no? - per gettare le basi di un Teatro
delle Donne a Bologna.

IL DIRITTO E IL ROVESCIO (2003)

IL DIRITTO E IL ROVESCIO (2003)

La sesta edizione pone al centro dell'attenzione il tema dei conflitti, sia quelli che vedono impegnati popoli e paesi nel mondo, sia
quelli che ciascuna donna vive nella propria quotidianità. La grande parola che domina, in più di trecento testi arrivati, è la parola
PACE, a conferma di quanto sia intenso il rapporto tra le donne, la politica e la scrittura. Generi letterari diversi e diverse tra loro le
storie. Ne è nato uno spettacolo dalla cornice inconsueta: il day after del conflitto finale, al quale nessuno vorrebbe mai arrivare,
ma che resta sullo sfondo, come una grande figura dell'angoscia contro cui nessuno potrebbe combattere, da solo. “Bisogna
rispondere” dice la protagonista dello spettacolo “tutte insieme, in tutti i luoghi e i momenti in cui la storia diventa poesia.”

RISI E SORRISI (2002)

RISI E SORRISI (2002)

Arrivati alla quinta edizione dell'ormai storico Concorso rivolto alle donne, il numero delle partecipanti è
ancora aumentato, su un argomento a prima vista frivolo, “Risi e Sorrisi”, ovvero come parlare di se stesse
e degli altri con distacco ed ironia, anche nel ruolo non sempre esaltante di preparatrici di cibo.
Nonostante questi tempi così alieni dal sorriso, o forse proprio per questo, le scrittrici hanno preparato una
specie di gustosa e ironica tavolata, in cui vengono serviti succulenti racconti e stuzzicanti poesie,
secondo un menu originale che propone una lettera dell’ex-moglie alla nuova compagna del marito, risotti
in endecasillabi, fatti privati condivisi da tutti i condomini di uno stabile con pareti troppo sottili, lacrime
di… cipolla, fino ai dolci lussuosi e morbidi, ai segnali amorosi a seconda della frutta scelta. Lo spettacolo
tratto da questi testi è uno scoppiettio continuo di battute, canzoni, musica, coinvolgimento delle
spettatrici che hanno letto alcune frasi... una grande festa di risi e sorrisi!

LA LIBERTÀ! (2001)

LA LIBERTÀ! (2001)

Una straordinaria partecipazione ha caratterizzato questo Concorso sul tema difficile e affascinante della libertà: di fare, di pensare, di
scrivere, di decidere. Un panorama completo su una grande varietà di soggetti, descritti con grande efficacia del racconto, profondità di
emozioni, ricerca delle parole e del ritmo. Basterebbe molto meno per significare la volontà delle donne di tradurre in un gesto creativo il
loro pensiero e le loro esperienze e la giuria ha trovato più difficile escludere che premiare, scegliendo i testi da pubblicare nell'antologia
e da proporre nello spettacolo. Sei attrici ed attori alternano le loro voci a quelle del violino e della chitarra suonati da due concertiste:
molte conferme ci sono venute sulla bontà di questa formula “parole-musica”, in una serie di spettacoli presentati a Bologna e in molti
Comuni della Provincia,  davanti a tante persone che discutevano, chiedevano informazioni, interessate anche a dar vita a corsi di
scrittura e di recitazione.

FUORI E DENTRO LE MURA DI CASA (2000)

FUORI E DENTRO LE MURA DI CASA (2000)

Come per gli altri recital derivati dai concorsi, questa lettura è una sintesi dei testi selezionati nell'anno 2000, quando Bologna è stata
“Città europea della Cultura”. Quattro voci femminili dialogano con la musica che sottolinea i testi, mettendone in luce la voglia di
comunicare la propria esperienza dentro e fuori le mura domestiche, in rapporto a uomini che non sempre sono i propri compagni ma
possono essere i figli, i padri, i datori di lavoro, o i vari interlocutori che si incontrano nel quotidiano, mettendo a nudo fino in fondo gli
stereotipi e i ruoli femminili, che non sono negati, ma affrontati dall’interno, talora in modo ironico, tal altra in modo giocoso o drammatico.
Risalta, in questi racconti, la ricchezza della vita di relazione delle donne che hanno scritto e anche di quelle di cui hanno narrato emozioni
ed esperienze.

LIBERE DONNE ATTRAVERSO LE CITTÀ (1999)

LIBERE DONNE ATTRAVERSO LE CITTÀ (1999)

Lo spettacolo derivato dal secondo Concorso di Scrittura è una raccolta di molte storie, scritte da donne alle quali almeno una volta è capitato
di incontrare il disagio dell'insicurezza o addirittura la violenza, in casa o per strada, vissuta direttamente o sentita raccontare, ritrovata nelle
paure che ognuna si porta dentro. Queste storie guidano lo spettatore attraverso vari sentimenti: la rabbia, la consapevolezza, l'ironia, ma
anche il coraggio di rivendicare per sé la possibilità di condividere con gli uomini tutti gli spazi della città. Anche perché il senso di insicurezza,
pur motivato da episodi reali, viene spesso ingigantito da campagne di stampa che, con scopi non sempre legittimi, hanno prodotto la richiesta
di soluzioni estreme, che trascurano la possibilità di una relazione forte fra le persone e l'attenzione generosa nei confronti di chi ci spaventa
perché è diverso.

I GIORNI SPEZZATI (1998)

I GIORNI SPEZZATI (1998)

E' una lettura per quattro voci femminili e flauto, una sintesi dei testi contro la violenza premiati al Primo Concorso di scrittura rivolto alle
donne, promosso nel '98 dal Comune di Bologna e dal Quartiere San Vitale su proposta Gruppo. La qualità umana e letteraria dei testi
richiedeva una presentazione pubblica, per non disperdere testimonianze preziose ed emozioni che in nessun altro modo si potevano riunire
insieme: dalla percezione della prepotenza che possono già avere le bambine, alla solitudine di adolescenti non abbastanza amate ma solo
giudicate; dalla forza di chi riesce ad elaborare il trauma della violenza facendone un' esperienza, alla vera e propria malattia dell'anima, che
spezza la vita in due, "prima e dopo", quando tutto cambia, dentro e fuori e il male non è più medicabile se non forse con l'aiuto e la solidarietà
delle altre donne.
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